Giulia Candiani - Occhio Clinico Pediatria
| Educazione continua in primo piano anche
al forum Sanità futura. Prossimi obiettivi: procedure aziendali e tecnologia telematica |
Crediti al via e in crescendo |
|
|---|
|
Il forum Sanità futura 2002, tenutosi a Cernobbio dal 15 al
18 aprile scorso, è stato loccasione per tracciare un bilancio sommario
di più di un anno di sperimentazione del programma ECM, leducazione
continua in medicina. Durante questa fase sono emerse incognite un po a
tutti i livelli: sul piano gestionale, per la quantità di dati che devono
essere smistati e per la volontà di farlo in modo moderno e trasparente; in
campo politico, per gli interessi economici e corporativi implicati; dal
punto di vista applicativo, dato il presupposto che lofferta formativa
sia equa e adeguata alle esigenze di tutti i professionisti della salute. |
Tra
le dieci sfide da vincere nellarco dei prossimi tre anni, indicate dal
Piano sanitario nazionale 2002-2004 del ministro Sirchia, la formazione permanente
figura in posizione di rilievo. Una dimostrazione della volontà di non
lasciare questo progetto solo sulla carta, anche perché lItalia,
per una volta, è avanti rispetto agli altri paesi europei: è il
primo, infatti, ad aver coinvolto tutte le figure professionali, laureati e
tecnici, nellobbligo di aggiornamento (vedi la tabella
1 in questa pagina).
Crediti al via e in crescendo
Il primo gennaio scorso la macchina si è messa ufficialmente in moto. E
stata presentata regolare richiesta di accreditamento degli eventi residenziali
organizzati per il secondo trimestre del 2002 e rivolti a oltre 800.000
operatori sanitari, affinché i diretti interessati possano iniziare a incassare
i loro crediti. Ne sono necessari dieci nellarco del 2002, perché è stato
calcolato che con un incremento cumulativo di dieci crediti lanno si
arriverà a chiederne 50 per il 2006, raggiungendo così il totale prefissato di
150 in cinque anni.
| Tabella 1 - Obbligatoria, con poche eccezioni | |
|---|---|
| chi ha lobbligo dellECM |
800.000 soggetti di tutte le categorie professionali sanitarie, dipendenti, convenzionati o libero professionisti |
| chi non ha lobbligo | chi frequenta corsi di formazione post base
(corso di specializzazione, corso di formazione in medicina generale,
dottorato di ricerca, master, laurea specialistica)
chi è in congedo per gravidanza o per servizio militare |
Il Ministero è stato sommerso dalle richieste di accreditamento e la risposta
della Commissione è stata affannata: delle oltre 14.000 domande presentate,
più del 40 per cento è stato evaso (con lassegnazione di crediti), più
della metà è ancora nelle mani dei referee (gli esperti, in realtà inadeguati
sia per numero sia per mancanza di competenze specifiche) e solo il 7 per cento
attende ancora di essere smistato.
Nel complesso lofferta sembrerebbe coprire la domanda, ma lanalisi dei
dati disaggregati per localizzazione geografica e per categoria lascia
trasparire le prime carenze. I medici rappresentano il target privilegiato: se
si analizzano le proposte formative Regione per Regione, si va da un minimo del
93 per cento degli iscritti allOrdine di Calabria e Sicilia a un massimo di
oltre il 200 per cento di Toscana e Abruzzo.
Ben diversa è invece la situazione per gli infermieri: infatti secondo i dati
dellIPASVI (la federazione dei collegi provinciali degli infermieri
professionali, assistenti sanitari e vigilatrici dinfanzia) lofferta è
insufficiente, passando da un minimo del 7 per cento di Campania, Sardegna,
Sicilia e Trentino a un massimo del 73 per cento di Abruzzo e Umbria.
«Il quadro, che si è delineato con chiarezza man mano che ci arrivavano i
dati, non ci ha colto di sorpresa» ha spiegato Raffaele DAri davanti alla
platea del Forum. «Le soluzioni per unofferta formativa davvero capillare e
conciliabile con gli impegni di lavoro erano già state indicate nella circolare
ministeriale del 5 marzo 2002 (consultabile sul sito http://ecm.sanita.it). Due
le principali: sviluppare la formazione a distanza e incentivare la formazione
intraziendale».
Prossimi obiettivi: a distanza e locali
La formazione a distanza, la cui fase sperimentale è stata procrastinata fino
alla fine del 2002, è una forma di aggiornamento flessibile: ogni utente,
infatti, potrà completare il piano di studio a più riprese, seduto alla
propria scrivania (per la proposta di ECM di Occhio Clinico vedi il numero di
dicembre 2001, oppure il sito www.utetperiodici.it). Lunica cosa
richiesta è la dimostrazione di avere migliorato la propria preparazione
formandosi on line (il che equivale al superamento dei test proposti con un
punteggio del 70 per cento).
Per ora è stato stabilito che solo la metà dei crediti obbligatori possa
essere acquisita con la forma a distanza, ma la quota è destinata ad aumentare,
soprattutto per le categorie più scoperte, quali farmacisti e infermieri.
Per quanto riguarda invece il tipo di offerta, i professionisti del mondo della
salute restano tradizionalisti: infatti gradiscono soprattutto il mezzo
cartaceo, con cui hanno grande dimestichezza, mentre si dimostrano ancora cauti
nellapprezzare strumenti tecnologicamente avanzati, come quelli proposti dalle.learning.
La seconda soluzione prospettata per soddisfare le esigenze di quasi un milione
di utenti va nella direzione della devolution ed è affidata alle aziende
sanitarie, sia pubbliche sia private.
Con la rete articolata su tutto il territorio nazionale, queste sono considerate
le strutture più adatte per promuovere unofferta di aggiornamento consona ai
bisogni locali e al contempo rispettosa degli obiettivi di interesse nazionale o
regionale. Con il rischio di consolidare alcune iniquità (per esempio negli
anni passati le offerte formative delle singole aziende sono state molto
diverse, per quantità e qualità), ma anche il vantaggio di alleggerire il
costo delloperazione.
Attraverso i centri formativi aziendali si potrà così preparare e in qualche
modo anticipare la terza fase del sistema (vedi in proposito la tabella 2), nella quale non saranno più accreditati i singoli eventi ma gli
organizzatori. In realtà, per ammissione dello stesso Ministero nella circolare
del 5 marzo, la delicata questione dellaccreditamento diretto dei provider
richiederà tempi lunghi e occorrerà aspettare che la Commissione ne stabilisca
requisiti e procedure.
Solo quando sarà stato sciolto anche quel nodo, con il beneplacito di tutti, si
potrà dire che la scommessa dellECM è stata davvero vinta.
Invia un tuo commento alla redazione di OCP
torna all'inizio |
![]() © 2002 Occhio Clinico Pediatria |