| Andrea Van Lierde -Istituti clinici di perfezionamento (Milano) |
Genetica e neuroradiologia di poco
aiuto |
|
|---|
|
Vedo Stefano per la prima volta a 15 mesi: non cammina né
parla ancora. Per i genitori sarebbe rimasto traumatizzato da una serie
di interventi perinatali per ano anteriorizzato. E nervoso, ha il
sonno disturbato, crisi di pianto prolungato e di autoaggressività.
Fino a un anno è stato alimentato con latte di soia per intolleranza
alle proteine del latte vaccino. Non cè nulla di rilevante
nellanamnesi familiare. |
| Worster-Drought syndrome Occhio Clinico Pediatria 2002; 7: 12 |
| Key Words Cerebral Palsy; Worster-Drought Syndrome |
| Summary Worster-Drought Syndrome (WDS) falls within the cerebral palsies. Unlike the classic form, the main motor impairment is the glossopharyngeolaryngeal paralysis of swallowing and chewing processes. The results are limited movements around the mouth and incapability of waggling the tongue from side to side and in and out. Children have difficulties with feeding and speech, but not with understanding and gestural expressiveness. A motor delay is common, but while typical cerebral paresis implies severe impairment of deambulation, kids with WDS start to walk within the first or second year of age, although it takes some time before they can walk stably, run and climb. Symptoms include oesophageal reflux, middle ear infections, conductive deafness, epilepsy and cognitive disorders of learning, behaviour and sleep. The diagnosis is chiefly clinical and if it is made early it allows the treatment of symptoms. |
Alla fine della storia di Stefano compare un eponimo che, come deus ex machina,
mette a posto tutti i pezzi di un puzzle che sembrava insolubile. La sindrome
di Worster-Drought, descritta per la prima volta nel 1956, è una paralisi
congenita soprabulbare (cioè al di sopra dei nuclei bulbari dei nervi
cranici), dovuta a una lesione a carico dei tratti corticobulbari. Appartiene
al gruppo delle paralisi cerebrali ma, a differenza della forma classica, il
disturbo motorio principale è rappresentato dalla paralisi glosso-faringo-laringo-masticatoria
e dellorbicolare della bocca, con difficoltà nei movimenti di questultima
(ma non del sorriso, perché il settimo nervo cranico non è colpito)
e incapacità alla protrusione o ai movimenti laterali della lingua.
I bambini affetti presentano come Stefano disturbi dellalimentazione con
difficoltà a succhiare e frequenti crisi di aspirazione, o in casi più
lievi difficoltà con lintroduzione di cibi solidi, con la masticazione
e la deglutizione (vedi anche la tabella). La bocca è
spesso tenuta semiaperta, con persistente perdita di saliva. La voce è
nasale.
Sono frequenti il reflusso gastroesofageo, le otiti medie e quelle catarrali,
tutti presenti nel caso narrato anche se inizialmente non collegati alla sindrome,
e la sordità di tipo trasmissivo. Ma soprattutto la difficoltà
a muovere i muscoli interessati nella fonazione interferisce con la produzione
del linguaggio.
Spesso i genitori riferiscono una discrepanza tra una discreta comprensione
e una buona espressività gestuale, paragonati al ritardo nel linguaggio
o addirittura nella produzione di suoni. Anche quando i bambini iniziano a parlare,
la pronuncia e larticolazione delle parole sono molto difficili, cosicché
è difficile capirli.
Ci può essere un ritardo motorio da lieve a moderato; in particolare
i bambini possono avere incoordinazione motoria o segni piramidali. Anche se
in ritardo, Stefano ha imparato a camminare: infatti, mentre la paralisi cerebrale
classica comporta una compromissione motoria molto maggiore, con gravi disturbi
della deambulazione, i casi con questa sindrome iniziano a camminare tra uno
e due anni, anche se tardano a raggiungere una deambulazione stabile, a correre
e ad arrampicarsi. Spesso hanno un impaccio motorio anche agli arti superiori
.
Possono
esserci: crisi epilettiche, anche tardive, che Stefano per ora non ha mai presentato;
disturbi cognitivi, dellapprendimento e del comportamento, in particolare
iperattività; crisi di pianto; disturbi del sonno. Infine, una discreta
percentuale di bambini ha dismorfismi, dalla micrognazia allartrogriposi.
Genetica e neuroradiologia di poco aiuto
La storia clinica prenatale è quasi sempre muta. I genitori di Stefano
desiderano un altro figlio, cosa che preoccupa il collega. Benché la
maggior parte dei casi sia sporadica, il rischio di ricorrenza è aumentato;
sono state descritte famiglie con trasmissione ereditaria, probabilmente autosomica
dominante, con penetranza variabile.
La risonanza magnetica cerebrale di Stefano era normale. Tuttavia, alletà
in cui è stata eseguita (15 mesi) la mielinizzazione è incompleta
e la differenziazione tra sostanza bianca e grigia è ancora scarsa. E
quindi possibile che non fosse ancora evidenziabile un danno cerebrale; lesecuzione
di un nuovo esame neuroradiologico potrebbe dirimere il dubbio, ma non cambierebbe
nulla dal punto di vista diagnostico e terapeutico.
Alcuni pazienti possono avere una displasia corticale a carico dellopercolo
rolandico anteriore, ma la sintomatologia clinica è indistinguibile dai
casi con neuroradiologia normale. Tra laltro, sono stati riportati pazienti
nella stessa famiglia con e senza tale alterazione opercolare. E tuttavia
probabile che vi sia comunque un danno della sostanza grigia nella stessa regione.
Una visita mirata
La diagnosi di sindrome di Worster-Dought può sembrare complessa e di
competenza specialistica. In realtà, è bene che il pediatra tenga
presente questa possibilità di fronte a un bimbo con difficoltà
espressive, particolare che aveva da subito colpito anche il curante di Stefano,
perché le manovre per fugare ogni dubbio sono semplici ed eseguibili
durante una normale visita di controllo. Infatti, per valutare la presenza di
una paresi soprabulbare congenita si può dare al bambino, se è
abbastanza grande, un palloncino da gonfiare; chiedergli di fischiare, di mandare
un bacino con la bocca o soffiare come sulle candeline, o ancora farlo soffiare
su una girandola di carta: non gonfia le guance e non protrude le labbra volontariamente.
Gli si può chiedere di stringere forte i denti: non è in grado
di farlo. Si può poi domandare alla mamma se ha presentato difficoltà
nellalimentazione, se la pappa gli va spesso di traverso, se è
in grado di sporgere la lingua per leccare un gelato, e al bambino di toccarsi
la punta del naso con la lingua.
I disturbi del linguaggio sono variabili. I casi come Stefano, con assenza assoluta
o solo vocalizzazioni, sono più rari. La maggior parte dei pazienti è
in grado di parlare, anche se in maniera incomprensibile se non ai genitori,
e per questo la diagnosi è tardiva: il ritardo del linguaggio viene attribuito
a pigrizia, difficoltà psicologiche e così via, tanto più
che la comprensione appare buona. Tuttavia è bene ricordare che la causa
più comune di disartria è proprio la paralisi cerebrale (vedi
anche il riquadro).
Spesso i disturbi associati possono dominare il quadro clinico, mettendo in
secondo piano la compromissione selettiva soprabulbare. Il caso di Stefano è,
in questo senso, tipico: il collega, sulla base dellanamnesi, ha via via
attribuito ad altre cause (intolleranza alle proteine del latte vaccino, reflusso
gastroesofageo) quello che in realtà era il suo disturbo di base. Chissà
se ha davvero avuto unintolleranza o non è stata piuttosto una
diagnosi affrettata? E i dismorfismi, la malformazione (ano anteriorizzato),
la preoccupazione per una nuova gravidanza hanno spostato lattenzione
del curante verso la diagnosi genetica di una patologia con ritardo mentale,
apparentemente esclusa dallesame del cariotipo; ma la normalità
di questultimo non esclude completamente la possibilità di malattie
genetiche (vedi anche Occhio
Clinico Pediatria 2002; 6: 16).
Come già accennato, la diagnosi è principalmente clinica: infatti,
una volta in possesso di informazioni più precise sullanamnesi
e sui sintomi è stata sospettata dal neurologo, che evidentemente nel
corso della prima visita non aveva approfondito a sufficienza la raccolta dei
dati. Gli esami neuroradiologici completano la clinica e, come per Stefano,
possono anche erroneamente tranquillizzare. Altri esami (pHmetria, videofluoroscopia,
esami elettrofiosologici) possono documentare i disturbi associati.
Cosa si può fare
Una diagnosi precoce permette di intervenire sullinsieme dei disturbi,
dal trattamento del reflusso gastroesofageo, delle aspirazioni e delle otiti
ricorrenti o delle crisi epilettiche, alla psicomotricità e in particolare
alla rieducazione del linguaggio, strada subito seguita anche per Stefano, ancor
prima di arrivare alla diagnosi. Circa quattro bambini su dieci non parlano
e richiedono tecniche alternative di comunicazione per aiutarli nello sviluppo
cognitivo e psicosociale. La condizione non è progressiva, anzi: alcune
espressioni cliniche (come il comportamento e i disturbi dellalimentazione)
tendono a migliorare con letà e la maturazione cerebrale.
Christen HJ et al. Foix-Chavany-Marie (anterior operculum) syndrome in childhood: a reappraisal of Worster-Drought syndrome Developmental Medecine and Child Neurology 2000; 42: 122.
Clark M et al. Worster-Drought syndrome, a mild tetraplegic perisylvian cerebral palsy. Review of 47 cases. Brain 2000; 123: 2160.
Gordon N. Worster-Drought and congenital bilateral perisylvian syndromes. Dev Med Child Neurol 2002; 44: 201.
Kuzniecky R et al. Congenital bilateral perisylvian syndrome: study of 31 patients. Lancet 1993; 341: 608.
Neville BGR. The Worster-Drought syndrome: a severe test of paediatric neurodisability service? Review Dev Med Child Neurol 1997; 39: 782.
Nevo Y et al. Worster-Drought and Congenital Perisylvian syndromes-a continuum? Pediatr Neurol 2001; 24: 153.
Worster-Drought C. Suprabulbar paresis Developmental Medecine and Child Neurology 1974; 16 (s30): 1.
Invia un tuo commento alla redazione di OCP
torna all'inizio |
![]() © 2002 Occhio Clinico Pediatria |