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Giuseppina Marra Istituti clinici di perfezionamento, Milano |
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Il punto di partenza Pochi e insoliti batteri Esame positivo non vuol dire infezione Chi ben comincia è a metà dell'opera Bibliografia |
Urinary Tract Infection in Children Occhio Clinico Pediatria 2000; 10: 15.
Key words
Summary |
| Il Caso - Tutto per una convulsione |
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| Paola, una mia assistita di due anni, ha avuto un episodio di convulsioni febbrili mentre era in vacanza al mare, per il quale è stata ricoverata. In ospedale non sono state necessarie ulteriori indagini dal punto di vista neurologico, ma è stata diagnosticata una pielonefrite: urinocoltura da urine prelevate con catetere all'ingresso positiva per Escherichia coli (106 UFC/mL), leucociti e nitriti nelle urine, PCR alta (125 mg/100 mL), leucocitosi con neutrofilia marcata (15.000 GB/mm3, neutrofili 80 per cento). Dopo sei giorni di terapia antibiotica, Paola è stata dimessa con l'indicazione di fare un'urinocoltura ogni mese e una cistografia in caso di un secondo episodio di pielonefrite. Al primo controllo l'urinocoltura e l'esame delle urine sono negativi, ma dopo due mesi, nonostante Paola sia apiretica e non abbia alcun disturbo, l'urinocoltura è positiva per Staphilococcus epidermidis. Il campione è stato raccolto con un sacchetto sterile, tuttavia una parte è fuoriuscita durante il trasporto e non è stato possibile fare l'esame completo delle urine. Inizio senza indugio un trattamento antibiotico, che porta alla negativizzazione dell'urinocoltura, e poi prescrivo una cistografia, risultata negativa. Nei mesi seguenti, le urinocolture sono positive in altre occasioni, sempre in assenza di sintomi o febbre: Pseudomonas (104 UFC/mL), enterococco (103) con E. coli (104), ancora E. coli da solo (con un esame delle urine nella norma). In ogni occasione le urinocolture si negativizzano nel corso della terapia antibiotica e in otto mesi Paola subisce ben quattro trattamenti. La quinta infezione si manifesta con la solita urinocoltura di controllo. Eseguo personalmente l'esame delle urine con l'aiuto degli stick, che risulta normale, e a questo punto decido di mandare Paola presso un ambulatorio specialistico. Un giorno, dopo sette mesi, ricompare la madre: le infezioni da me trattate sono state messe in dubbio dallo specialista e mi rimprovera di non averla sufficientemente istruita su come prelevare le urine. Ha saputo della raccolta dal mitto intermedio solo dal personale dell'ospedale e con questa modalità Paola ha ripetuto in ospedale altre urinocolture, sempre negative. Una scintigrafia ha escluso esiti della pregressa pielonefrite e il consiglio finale degli specialisti è di non eseguire più urinocolture in assenza di sintomi. |
Il pediatra di Paola, alla fine di questa vicenda, è sbigottito e non sembra rendersi ancora conto degli errori commessi. Forse ha agito bene nel prescrivere le urinocolture nella fase successiva all'episodio acuto, e nel trattare tempestivamente ciò che ha interpretato come ricorrenze di infezione e nel verificare la guarigione dopo la terapia; inoltre ha gestito autonomamente la ricerca di un eventuale reflusso attraverso l'esecuzione della cistografia. Si è dunque dimostrato consapevole degli obiettivi da raggiungere:
| Le diverse sfaccettature dell'infezione |
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| Infezione delle vie urinarie: presenza significativa di batteri in urine prelevate sterilmente. Il limite oltre il quale una urinocoltura è positiva è 50.000 UFC/mL. Questa definizione comprende la batteriuria asintomatica, la cistite acuta e la pielonefrite acuta. |
| Batteriuria asintomatica: colonizzazione delle vie urinarie da parte di batteri non particolarmente patogeni; l'esame delle urine è normale e non ci sono sintomi generali o locali. |
| Cistite acuta (o infezione bassa): colpisce le vie urinarie (vescica) e risparmia il rene; si manifesta con sintomi locali (bruciori alla minzione, urgenza, minzioni frequenti) e talvolta febbricola; non c'è un aumento significativo degli indici infiammatori, c'è però leucocituria; non lascia esiti a distanza sul rene. |
| Pielonefrite acuta (o infezione alta): colpisce il parenchima renale e si manifesta in genere con febbre alta e compromissione dello stato generale, con possibili segni di sepsi nel neonato o nel lattante; sotto i sei mesi di età può mancare la febbre, ma c'è vomito, diarrea e calo ponderale; provoca un'alterazione significativa degli indici infiammatori (PCR > 25, leucocitosi e neutrofilia) e leucocituria; può lasciare esiti a distanza sul rene colpito (cicatrici o scar). |
| Pielonefrite cronica: termine che non ha un significato specifico e che veniva utilizzato in maniera scorretta per indicare il ripetersi di infezioni delle vie urinarie; può essere utilizzato per definire il quadro istologico della nefrite intestiziale. |
| Scar o cicatrici renali: esiti cicatriziali lasciati dalle pielonefriti; zone di fibrosi sostituiscono il parenchima funzionante e possono essere causa di ipertensione in età adulta. |
Il punto di partenza
Quando credere al risultato di una urinocoltura positiva? Perché i risultati delle urinocolture di Paola dovevano essere messi in discussione?
La diagnosi di infezione delle vie urinarie (vedi il riquadro a pagina 16) non può prescindere dall'esecuzione dell'urinocoltura, esame cardine e insostituibile. La difficoltà a raccogliere le urine in modo sterile, soprattutto nei bambini che ancora non hanno raggiunto il controllo degli sfinteri, rappresenta il primo ostacolo del percorso diagnostico (vedi Occhio Clinico Pediatria 2000; 9: 24 e 28). Il pediatra di Paola non ha mai messo in dubbio la veridicità dei risultati degli esami, neppure sapendo che le urine erano state raccolte con il sacchetto, e che quest'ultimo si era addirittura aperto durante il trasporto: come potevano essere sterili? Il prelievo da mitto intermedio dopo accurata pulizia dei genitali è universalmente accettato come il mezzo di raccolta più valido, ma può essere difficile, anche se è comunque possibile, nel bambino piccolo: richiede comunque un maggiore impegno da parte dei genitori, che devono essere aiutati e stimolati dal medico. La raccolta da sacchetto, pur eseguita correttamente, ha un'alta percentuale di falsi positivi, perché non vengono eliminate le urine del primo getto. A questo proposito, la tabella 1 più giù riporta la grande variabilità dei risultati dell'urinocoltura di campioni di urine della stessa minzione prelevati in tempi diversi (dal mitto intermedio o dall'intera minzione).
| Tabella 1. Stessa urina molti più batteri | ||
|---|---|---|
| minzione | mitto intermedio | intera minzione |
| 1 | 40.000 | 1.340.000 |
| 2 | 30.000 | 110.000 |
| 3 | 20.000 | 1.830.000 |
| 4 | 140.000 | 1.471.000 |
| 5 | 70.000 | 350.000 |
| 6 | 30.000 | 110.000 |
| 7 | 20.000 | 180.000 |
| 8 | 170.000 | 1.400.000 |
| 9 | 10.000 | 480.000 |
| In otto bambini nella stessa minzione è stato prelevato il mitto intermedio e l'intera emissione. Da: Kenda RB et al. New paediatric urine collector. Acta Paediatr 1998; 87: 98 | ||
Pochi e insoliti batteri
Un altro aspetto che doveva far dubitare il pediatra di Paola era la carica batterica: valori di 103 o 104 non sono sufficienti per definire l'esame positivo. Il limite oltre il quale si parla di infezione è 50.000 UFC/mL e cariche più basse potrebbero essere guardate con sospetto solo in presenza di:
| Tabella 2. I principali imputati | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| batterio | neonati % | femmine % | maschi % | ||
| 1 mese-10 anni | >10 anni | 1 mese-10 anni | > 10 anni | ||
| Escherichia coli | 75 | 83 | 60 | 85 | 33 |
| klebsiella | 11 | <1 | 0 | 2 | 2 |
| proteus | 0 | 3 | 0 | 5 | 33 |
| enterococco | 3 | 2 | 0 | 0 | 2 |
| stafilococco | 1 | >1 | 30 | 0 | 12 |
| altri batteri | 4 | <1 | 0 | 3 | 2 |
| eziologia mista | 4 | 1 | 3 | 2 | 5 |
| non identificata | 1 | 9 | 7 | 3 | 10 |
| (596 casi di infezione delle vie urinarie) | |||||
Esame positivo non vuol dire infezione
| Tre motivi per non abbassare la guardia |
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| Frequenza: le infezioni delle vie urinarie sono le infezioni batteriche più diffuse in età pediatrica dopo quelle dell'apparato respiratorio; la probabilità di contrarle al di sotto dei sei anni di età è pari al 6,6 e all'1,8 per cento rispettivamente per femmine e maschi. |
| Complicazioni: è stato dimostrato che le pielonefriti sono una causa importante di danno renale permanente, con possibili conseguenze nell'età adulta (come l'ipertensione e, nei casi più gravi, l'insufficienza renale cronica), e se non diagnosticate e trattate adeguatamente possono portare a sepsi gravi con pericolo di vita. I pazienti più a rischio sono i piccoli lattanti, sia per la sepsi sia per il danno renale, che può essere più grave e frequente quando il rene è in rapido accrescimento; il rischio di cicatrici renali sembra più alto sotto i tre anni di vita, ma permane anche nelle età successive. |
| Malformazioni: l'infezione delle vie urinarie può essere l'unica spia di una malformazione altrimenti non diagnosticabile da ricercare, dato che potrebbe avvalersi di un trattamento terapeutico precoce; c'è un'alta probabilità di trovare un reflusso vescicoureterale o altre uropatie in popolazioni pediatriche che hanno avuto una o più pielonefriti. La ricerca di reflussi o altre malformazioni deve essere considerata come parte integrante della terapia. I portatori di uropatie malformative devono essere considerati pazienti a rischio di danno renale, sia perché la malformazione favorisce l'infezione, sia perché il danno displasico si aggiunge a quello dato dall'infezione. |
| Tabella 3. Diagnosi differenziali per l'urinocoltura positiva | |||
|---|---|---|---|
| pielonefrite | cistite | batteriuria asintomatica | |
| febbre > 38,5°C | + | - | - |
| stranguria, pollachiura, disuria | - | + | - |
| segno di Giordano | + | - | - |
| leucocituria | + | + | - |
| nitraturia | + | + | - |
| necessità di terapia | + | + | - |
finalità della diagnosi e della terapia
| + + + | + - +/- | - - - |
Chi ben comincia è a metà dell'opera
| Principi da ritenere |
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| se non c'è il controllo degli sfinteri il rischio di contaminazione delle urine è costante |
| quando l'urinocoltura è positiva bisogna fare riferimento alla carica batterica |
| la crescita di due batteri diversi è quasi sempre sinonimo di contaminazione |
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