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Il lavoro è stato coordinato da Elisabetta Sala * |
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Inquadramento clinico
Strategia terapeutica Note dei revisori |
| La zona grigia |
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| Malattie come il disturbo da attenzione e iperattività,
l'astenia, i disturbi dell'alimentazione e i tic sono tutt'altro che rare
nella pratica pediatrica ambulatoriale, anche se la reale incidenza
dipende in larga misura dalla capacità del pediatra di saperle cogliere.
Per questo si è pensato di trattarle in questo progetto editoriale. Tuttavia sono anomale, in quanto lo spazio riservato ai farmaci è assai modesto, mentre è cruciale l'attenzione al rapporto tra il pediatra e la famiglia. Il medico come farmaco, resta la miglior soluzione. L'inquadramento di questi disturbi non può prescindere dalla conoscenza del contesto familiare e sociale. Il pediatra di famiglia può contare su un rapporto che dura nel tempo e può osservare il sistema famiglia nel suo continuo divenire. Il saper uscire dall'ambulatorio e confrontarsi con la scuola e i servizi è premessa indispensabile per capire il significato dei sintomi di quel bambino nella sua realtà. Di volta in volta il pediatra dovrà fare una diagnosi differenziale e saper procedere non trascurando né l'aspetto organico né quello relazionale. Solo così la zona grigia risulterà meno cupa. Michele Gangemi |
Astenico è il bambino che diminuisce il suo abituale livello di attività fisica, dorme troppo, mangia poco, distoglie lo sguardo, non gioca, è triste e svogliato. E' un bambino che desta grande preoccupazione, soprattutto nei genitori. Si parla di astenia cronica quando i sintomi durano più di due mesi. Il pediatra cerca di individuarne l'eziologia con: · anamnesi (con particolare attenzione a età, sesso, condizioni ambientali, modalità di presentazione) · esame obiettivo accurato, non frettoloso, ripetuto periodicamente nella forma cronica · eventuali esami di primo livello, in base all'anamnesi e all'esame obiettivo (vedi la tabella 1)
Inquadramento clinico
Minore è l'età del bambino, maggiore è la probabilità di una causa organica
(vedi la tabella 2); più cresce l'età, più assume
importanza la componente psicologica; va anche valutata, in fase diagnostica (in
particolare nelle forme di lunga durata senza evidenza di patologia organica),
la possibilità per il bambino di ottenere un vantaggio secondario dal proprio
atteggiamento. Un consulto neuropsichiatrico è opportuno nelle forme di astenia
persistenti (più di 6 mesi), con obiettività ed esami normali. L'astenia può
essere uno dei campanelli di allarme lanciati dal bambino vittima di abuso
sessuale.
| Tabella 1 Esami di primo livello |
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| Tabella 2 Principali cause organiche |
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Strategia terapeutica
Interventi mirati (terapia farmacologica, psicoterapia, modifiche ambientali e
comportamentali) sono da attuare quando si individua una causa precisa del
disturbo.
Per quanto riguarda i farmaci sintomatici (preparati a base di aminoacidi,
creatina, carnitina, coenzima Q, acido glutamico, minerali, vitamine, variamente
associati), il loro utilizzo e la loro efficacia clinica non trovano riscontro
in letteratura. Nella nostra pratica si tende a non usarli, ad eccezione di
alcuni polivitaminici, prescritti a scopo placebo.
Note dei revisori
Molte sono le mamme che si presentano in ambulatorio lamentando che il figlio è
stanco e svogliato, chiedendo il solito ricostituente. Bambini che nella quasi
totalità dei casi non hanno niente se non una svogliatezza più o meno marcata,
sostenuta in genere da motivazioni di tipo emotivo o caratteriale.
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