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ARP Vicenza Coordinato da Eleonora Benetti e Riccardo Salvadori |
| La zona grigia |
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| Malattie come il disturbo da attenzione e iperattività,
l'astenia, i disturbi dell'alimentazione e i tic sono tutt'altro che rare
nella pratica pediatrica ambulatoriale, anche se la reale incidenza
dipende in larga misura dalla capacità del pediatra di saperle cogliere.
Per questo si è pensato di trattarle in questo progetto editoriale. Tuttavia sono anomale, in quanto lo spazio riservato ai farmaci è assai modesto, mentre è cruciale l'attenzione al rapporto tra il pediatra e la famiglia. Il medico come farmaco, resta la miglior soluzione. L'inquadramento di questi disturbi non può prescindere dalla conoscenza del contesto familiare e sociale. Il pediatra di famiglia può contare su un rapporto che dura nel tempo e può osservare il sistema famiglia nel suo continuo divenire. Il saper uscire dall'ambulatorio e confrontarsi con la scuola e i servizi è premessa indispensabile per capire il significato dei sintomi di quel bambino nella sua realtà. Di volta in volta il pediatra dovrà fare una diagnosi differenziale e saper procedere non trascurando né l'aspetto organico né quello relazionale. Solo così la zona grigia risulterà meno cupa. Michele Gangemi |
L'appetito di un bambino aumenta o diminuisce a seconda delle richieste energetiche e del periodo di crescita. Se la perdita occasionale di appetito non è accompagnata da altri sintomi e l'accrescimento rientra nella norma rispetto all'età e allo standard individuale del bambino non c'è alcun motivo di preoccupazione. Una attenta anamnesi accompagnata da un accurato esame obiettivo negativo, la dimostrazione di una curva di crescita regolare e una vivace partecipazione alle attività proprie dell'età possono far concludere verso l'esclusione di un reale disturbo o invece indirizzare il medico a procedere ad accertamenti. Spesso, infatti, si tratta di aspettative insoddisfatte dei genitori, o di un difetto di comunicazione o ancora di un atteggiamento di opposizione del bambino nei confronti di un eccesso di proposte alimentari e l'insistenza dei genitori ha solo il risultato di aggravare il rifiuto del cibo.
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L'approccio varia in base all'età del paziente | |||
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| periodo | descrizione | possibili cause | interventi |
| entro il primo anno di vita | inappetenza senza arresto della crescita | raffreddore, difficoltà del bambino ad adattarsi a nuovi alimenti, scarso rispetto dei suoi ritmi | nessuna terapia farmacologica |
| inappetenza con inflessione o arresto della crescita | ipogalattia materna (il bambino può trovare difficoltà a succhiare perché il flusso di latte dalle mammelle è troppo lento o scarso), infezione delle vie urinarie, intolleranze alimentari, malassorbimento, reflusso gastroesofageo e, più raramente, malformazioni vascolari ed endocrinopatie | rimozione della causa | |
| dopo il primo anno di vita | inappetenza senza arresto della crescita | verificare con i genitori l'effettiva quantità di cibo assunto in una giornata tipo, che spesso si dimostra adeguata all'età | nessuna terapia farmacologica |
| inappetenza con inflessione o arresto della crescita | influenza, mal di gola, otite, malattie esantematiche, infezioni delle vie urinarie, intolleranze alimentari. Se la causa non è chiara effettuare accertamenti: emoglobina, sideremia, ferritina, protidogramma, indici di flogosi, esame urine, anticorpi antiendomisio, transaminasi, reazione tubercolinica | rimozione della causa | |
| inappetenza con calo ponderale | attenzione allo sconfinamento in anoressia di cui l'inappetenza può essere il primo segno. Anche a questa età si dovrà comunque escludere una patologia organica, ricorrendo agli esami sopra elencati, o comportamentale come una depressione più o meno mascherata o un disturbo dell'affettività | ||
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