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Inappetenza

La zona grigia
Malattie come il disturbo da attenzione e iperattività, l'astenia, i disturbi dell'alimentazione e i tic sono tutt'altro che rare nella pratica pediatrica ambulatoriale, anche se la reale incidenza dipende in larga misura dalla capacità del pediatra di saperle cogliere. Per questo si è pensato di trattarle in questo progetto editoriale.
Tuttavia sono anomale, in quanto lo spazio riservato ai farmaci è assai modesto, mentre è cruciale l'attenzione al rapporto tra il pediatra e la famiglia. Il medico come farmaco, resta la miglior soluzione.
L'inquadramento di questi disturbi non può prescindere dalla conoscenza del contesto familiare e sociale.
Il pediatra di famiglia può contare su un rapporto che dura nel tempo e può osservare il sistema famiglia nel suo continuo divenire.
Il saper uscire dall'ambulatorio e confrontarsi con la scuola e i servizi è premessa indispensabile per capire il significato dei sintomi di quel bambino nella sua realtà. Di volta in volta il pediatra dovrà fare una diagnosi differenziale e saper procedere non trascurando né l'aspetto organico né quello relazionale. Solo così la zona grigia risulterà meno cupa.

Michele Gangemi

L'appetito di un bambino aumenta o diminuisce a seconda delle richieste energetiche e del periodo di crescita. Se la perdita occasionale di appetito non è accompagnata da altri sintomi e l'accrescimento rientra nella norma rispetto all'età e allo standard individuale del bambino non c'è alcun motivo di preoccupazione. Una attenta anamnesi accompagnata da un accurato esame obiettivo negativo, la dimostrazione di una curva di crescita regolare e una vivace partecipazione alle attività proprie dell'età possono far concludere verso l'esclusione di un reale disturbo o invece indirizzare il medico a procedere ad accertamenti. Spesso, infatti, si tratta di aspettative insoddisfatte dei genitori, o di un difetto di comunicazione o ancora di un atteggiamento di opposizione del bambino nei confronti di un eccesso di proposte alimentari e l'insistenza dei genitori ha solo il risultato di aggravare il rifiuto del cibo.

 

L'approccio varia in base all'età del paziente

periodo descrizione possibili cause interventi 
entro il primo anno di vita inappetenza senza arresto della crescita  raffreddore, difficoltà del bambino ad adattarsi a nuovi alimenti, scarso rispetto dei suoi ritmi  nessuna terapia farmacologica
  inappetenza con inflessione o arresto della crescita  ipogalattia materna (il bambino può trovare difficoltà a succhiare perché il flusso di latte dalle mammelle è troppo lento o scarso), infezione delle vie urinarie, intolleranze alimentari, malassorbimento, reflusso gastroesofageo e, più raramente, malformazioni vascolari ed endocrinopatie  rimozione della causa
dopo il primo anno di vita inappetenza senza arresto della crescita verificare con i genitori l'effettiva quantità di cibo assunto in una giornata tipo, che spesso si dimostra adeguata all'età nessuna terapia farmacologica
  inappetenza con inflessione o arresto della crescita influenza, mal di gola, otite, malattie esantematiche, infezioni delle vie urinarie, intolleranze alimentari. Se la causa non è chiara effettuare accertamenti: emoglobina, sideremia, ferritina, protidogramma, indici di flogosi, esame urine, anticorpi antiendomisio, transaminasi, reazione tubercolinica rimozione della causa
  inappetenza con calo ponderale attenzione allo sconfinamento in anoressia di cui l'inappetenza può essere il primo segno. Anche a questa età si dovrà comunque escludere una patologia organica, ricorrendo agli esami sopra elencati, o comportamentale come una depressione più o meno mascherata o un disturbo dell'affettività  


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