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Monica Pierattelli pediatra di famiglia ACP Toscana |
| Le parassitosi più frequenti in Italia sono causate da vermi del gruppo dei nematodi (Ascaris lumbricoides e Enterobius vermicolaris) e del gruppo dei cestodi (Tenia saginata e Tenia solium). |
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OSSIURIASI ASCARIDIASI TENIASI E CISTICERCOSI |
Inquadramento clinico
L'infestazione da Enterobius vermicolaris è ubiquitaria ed è la parassitosi
intestinale più diffusa nel nostro paese; si può anzi dire che nella pratica
clinica quotidiana è presente in modo quasi esclusivo. Interessa soprattutto la
popolazione prescolare, senza predilezione di sesso o variazioni d'incidenza
stagionale. Il contagio avviene prevalentemente per via fecale-orale attraverso
l'ingestione delle uova (presenti per contaminazione sulle unghie, negli
alimenti o sulla biancheria) che raggiungono la forma matura a livello del
cieco. Le femmine vanno quindi a depositare le uova nella regione perianale,
soprattutto durante il riposo notturno, e questa localizzazione giustifica i
sintomi: prurito anale o più raramente nelle bambine prurito vulvare e vaginite
con piccole perdite ematiche. Dolori addominali, enuresi, bruxismo, appendicite
acuta non sono stati invece messi in relazione certa con l'infestazione. La
diagnosi può essere fatta con la ricerca delle uova mediante il test dello
scotch tape (al mattino, prima di lavare la zona perineale del bambino, si
appone una striscia di nastro adesivo trasparente sull'ano e la si applica poi
su un vetrino da osservare al microscopio). Non è raro anche rinvenire gli
ossiuri stessi (vermetti bianchi, lunghi 8-13 mm e molto mobili) nelle feci o
nelle pieghe dell'ano, soprattutto se osservato al mattino al risveglio.
Alternativamente, si può ricorrere all'esame microscopico delle feci, meno
affidabile tuttavia per l'alta probabilità di risultati falsi negativi.
Strategia terapeutica
Gli obiettivi dell'intervento pediatrico sono
principalmente due: l'eliminazione dei parassiti presenti e la prevenzione delle
recidive e delle reinfestazioni, estremamente frequenti. Il trattamento
dell'infezione consiste nella somministrazione di uno dei farmaci di scelta per
via orale, secondo gli schemi e le dosi indicati in tabella. Per evitare che il
bambino sia esposto a un nuovo contatto si consiglia di lavare la biancheria,
personale e da letto, e tutto ciò che possa essere stato contaminato dal
bambino nel corso dell'infezione. Inoltre, dato che l'infestazione si manifesta
comunemente in gruppi familiari, può rendersi necessario trattare anche i
genitori e gli eventuali fratelli.
| Farmaci utilizzati | Legenda dosaggio costo tollerabilità |
|---|---|
apirantel pamoato
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mebendazolo
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| *anche l'albendazolo può essere impiegato alternativamente, con le stesse modalità indicate per la terapia dell'ascaridiasi | |
Inquadramento clinico
Molto meno frequente nei nostri climi, l'infestazione da Ascaris lumbricoides
avviene per ingestione delle uova embrionate. Da queste si liberano a livello
duodenale le larve che, dopo essersi fissate alla mucosa, possono attraversarla
e trasferirsi, attraverso la circolazione portale, nel fegato e quindi nei
polmoni. Nel corso di questa migrazione può verificarsi un'intensa reazione
allergica, caratterizzata da una marcata eosinofilia. Dal polmone gli ascaridi
risalgono poi lungo l'albero bronchiale, arrivano al faringe e vengono quindi
nuovamente ingerite raggiungendo il piccolo intestino dove raggiungono la
maturità. I vermi adulti permangono nell'intestino tenue dove le femmine
producono circa 200.000 uova al giorno, che vengono poi eliminate con le feci.
Clinicamente vengono descritti sintomi gastrointestinali aspecifici, e solo nei
bambini piccoli e per infestazioni massive possono verificarsi ostruzioni
dell'intestino o del dotto biliare.
La diagnosi è spesso occasionale perché vengono rinvenuti ascaridi isolati
(vermi rotondi, rosati lunghi circa 15-40 cm) nelle feci, mentre le uova possono
essere osservate all'esame microscopico delle feci.
Strategia terapeutica
Gli obiettivi dell'intervento sono, come nel caso dell'ossiuriasi,
l'eliminazione dei parassiti presenti e la prevenzione delle recidive e delle
reinfestazioni. Il trattamento farmacologico può essere effettuato con uno dei
farmaci di scelta da somministrare per via orale secondo gli schemi e le dosi
indicati in tabella. Per evitare la reinfezione è necessario garantire
l'eliminazione del materiale fecale secondo norme igieniche. Può essere
opportuno disinfettare gli alimenti che di solito vengono consumati crudi in una
soluzione a base iodio.
| Farmaci utilizzati | Legenda dosaggio costo tollerabilità |
|---|---|
apirantel pamoato
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mebendazolo
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albendazolo
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Ancora più rara l'infestazione da Tenia saginata (tenia dei bovini) e da
Tenia solium (tenia dei maiali), vermi piatti, nastriformi, lunghi fino a 6-7
metri, biancastri, costituiti da una testa (scolice) dotata di uncini per
fissarsi alla mucosa e da una serie di segmenti (proglottidi). L'uomo si infetta
mangiando carne cruda o poco cotta contenente la forma larvale, il cisticerco,
che nell'intestino dà origine al verme adulto in 3 mesi circa.
Nell'infestazione da Tenia saginata i sintomi sono molto rari e aspecifici
(senso di pesantezza, nausea, diarrea, dimagrimento) e il riscontro
dell'infestazione è spesso casuale per il ritrovamento delle proglottidi sulle
feci o nelle pieghe dell'ano. La diagnosi si basa sul rinvenimento delle
proglottidi nelle feci, fissate e colorate.
La cisticercosi, causata esclusivamente dalla forma larvale della Tenia solium,
può presentare una sintomatologia varia e potenzialmente grave a seconda delle
localizzazioni (muscolo, sistema nervoso centrale, occhio) e richiedere indagini
diagnostiche più complesse (biopsia, TC, RMN).
Strategia terapeutica
Per ottenere l'eliminazione del parassita (spesso un unico verme) si richiede
il trattamento farmacologico indicato in tabella.
Per prevenire l'infestazione è necessario il rigoroso controllo delle carni nei
luoghi di produzione, e, per il consumatore, è consigliabile la cottura a a
56° per un tempo minimo di 5 minuti o il congelamento.
| Farmaci utilizzati | Legenda dosaggio costo tollerabilità |
|---|---|
niclosamide
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