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Parassitosi intestinali

Le parassitosi
più frequenti in Italia
sono causate da vermi
del gruppo dei nematodi
(Ascaris lumbricoides
e Enterobius vermicolaris)
e del gruppo dei cestodi
(Tenia saginata
e Tenia solium).
Le parassitosi intestinali, quando sospettate e diagnosticate, non lasciano spazio all'iniziativa personale per quanto riguarda il trattamento. Tutti i testi concordano su poche ed efficaci scelte terapeutiche, condivise anche dai pediatri del gruppo.

OSSIURIASI

Inquadramento clinico
L'infestazione da Enterobius vermicolaris è ubiquitaria ed è la parassitosi intestinale più diffusa nel nostro paese; si può anzi dire che nella pratica clinica quotidiana è presente in modo quasi esclusivo. Interessa soprattutto la popolazione prescolare, senza predilezione di sesso o variazioni d'incidenza stagionale. Il contagio avviene prevalentemente per via fecale-orale attraverso l'ingestione delle uova (presenti per contaminazione sulle unghie, negli alimenti o sulla biancheria) che raggiungono la forma matura a livello del cieco. Le femmine vanno quindi a depositare le uova nella regione perianale, soprattutto durante il riposo notturno, e questa localizzazione giustifica i sintomi: prurito anale o più raramente nelle bambine prurito vulvare e vaginite con piccole perdite ematiche. Dolori addominali, enuresi, bruxismo, appendicite acuta non sono stati invece messi in relazione certa con l'infestazione. La diagnosi può essere fatta con la ricerca delle uova mediante il test dello scotch tape (al mattino, prima di lavare la zona perineale del bambino, si appone una striscia di nastro adesivo trasparente sull'ano e la si applica poi su un vetrino da osservare al microscopio). Non è raro anche rinvenire gli ossiuri stessi (vermetti bianchi, lunghi 8-13 mm e molto mobili) nelle feci o nelle pieghe dell'ano, soprattutto se osservato al mattino al risveglio. Alternativamente, si può ricorrere all'esame microscopico delle feci, meno affidabile tuttavia per l'alta probabilità di risultati falsi negativi.

Strategia terapeutica
Gli obiettivi dell'intervento pediatrico sono principalmente due: l'eliminazione dei parassiti presenti e la prevenzione delle recidive e delle reinfestazioni, estremamente frequenti. Il trattamento dell'infezione consiste nella somministrazione di uno dei farmaci di scelta per via orale, secondo gli schemi e le dosi indicati in tabella. Per evitare che il bambino sia esposto a un nuovo contatto si consiglia di lavare la biancheria, personale e da letto, e tutto ciò che possa essere stato contaminato dal bambino nel corso dell'infezione. Inoltre, dato che l'infestazione si manifesta comunemente in gruppi familiari, può rendersi necessario trattare anche i genitori e gli eventuali fratelli.

Farmaci utilizzati Legenda
 dosaggio
 costo
 tollerabilità

apirantel pamoato

 10 mg/kg (max 1 g) in un'unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 5% 9.900 lire

mebendazolo

 100 mg in un'unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 2% 5.700 lire; 6 cpr 100 mg 5.800 lire
 i due farmaci sono sovrapponibili per efficacia e tollerabilità; per entrambi si raccomanda un uso oculato nei bambini di età inferiore ai 2 anni

*anche l'albendazolo può essere impiegato alternativamente, con le stesse modalità indicate per la terapia dell'ascaridiasi

 

ASCARIDIASI

Inquadramento clinico
Molto meno frequente nei nostri climi, l'infestazione da Ascaris lumbricoides avviene per ingestione delle uova embrionate. Da queste si liberano a livello duodenale le larve che, dopo essersi fissate alla mucosa, possono attraversarla e trasferirsi, attraverso la circolazione portale, nel fegato e quindi nei polmoni. Nel corso di questa migrazione può verificarsi un'intensa reazione allergica, caratterizzata da una marcata eosinofilia. Dal polmone gli ascaridi risalgono poi lungo l'albero bronchiale, arrivano al faringe e vengono quindi nuovamente ingerite raggiungendo il piccolo intestino dove raggiungono la maturità. I vermi adulti permangono nell'intestino tenue dove le femmine producono circa 200.000 uova al giorno, che vengono poi eliminate con le feci.
Clinicamente vengono descritti sintomi gastrointestinali aspecifici, e solo nei bambini piccoli e per infestazioni massive possono verificarsi ostruzioni dell'intestino o del dotto biliare.
La diagnosi è spesso occasionale perché vengono rinvenuti ascaridi isolati (vermi rotondi, rosati lunghi circa 15-40 cm) nelle feci, mentre le uova possono essere osservate all'esame microscopico delle feci.

Strategia terapeutica
Gli obiettivi dell'intervento sono, come nel caso dell'ossiuriasi, l'eliminazione dei parassiti presenti e la prevenzione delle recidive e delle reinfestazioni. Il trattamento farmacologico può essere effettuato con uno dei farmaci di scelta da somministrare per via orale secondo gli schemi e le dosi indicati in tabella. Per evitare la reinfezione è necessario garantire l'eliminazione del materiale fecale secondo norme igieniche. Può essere opportuno disinfettare gli alimenti che di solito vengono consumati crudi in una soluzione a base iodio.

 
Farmaci utilizzati Legenda
 dosaggio
 costo
 tollerabilità

apirantel pamoato

 10 mg/kg (max 1 g) in un'unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 5% 9.900 lire

mebendazolo

 100 mg in un'unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 2% 5.700 lire; 6 cpr 100 mg 5.800 lire
 i due farmaci sono sovrapponibili per efficacia e tollerabilità; per entrambi si raccomanda un uso oculato nei bambini di età inferiore ai 2 anni

albendazolo

 200 mg in bambini di età compresa tra 1 e 2 anni, 400 mg dopo i due anni, in un'unica somministrazione da ripetersi dopo circa 14 giorni
 os sosp 30 mL 4% 15.100 lire, 3 cpr 400 mg 15.400 lire
 controindicato nei lattanti

 

TENIASI E CISTICERCOSI

Ancora più rara l'infestazione da Tenia saginata (tenia dei bovini) e da Tenia solium (tenia dei maiali), vermi piatti, nastriformi, lunghi fino a 6-7 metri, biancastri, costituiti da una testa (scolice) dotata di uncini per fissarsi alla mucosa e da una serie di segmenti (proglottidi). L'uomo si infetta mangiando carne cruda o poco cotta contenente la forma larvale, il cisticerco, che nell'intestino dà origine al verme adulto in 3 mesi circa.
Nell'infestazione da Tenia saginata i sintomi sono molto rari e aspecifici (senso di pesantezza, nausea, diarrea, dimagrimento) e il riscontro dell'infestazione è spesso casuale per il ritrovamento delle proglottidi sulle feci o nelle pieghe dell'ano. La diagnosi si basa sul rinvenimento delle proglottidi nelle feci, fissate e colorate.
La cisticercosi, causata esclusivamente dalla forma larvale della Tenia solium, può presentare una sintomatologia varia e potenzialmente grave a seconda delle localizzazioni (muscolo, sistema nervoso centrale, occhio) e richiedere indagini diagnostiche più complesse (biopsia, TC, RMN).

Strategia terapeutica
Per ottenere l'eliminazione del parassita (spesso un unico verme) si richiede il trattamento farmacologico indicato in tabella.
Per prevenire l'infestazione è necessario il rigoroso controllo delle carni nei luoghi di produzione, e, per il consumatore, è consigliabile la cottura a a 56° per un tempo minimo di 5 minuti o il congelamento.

 

Farmaci utilizzati Legenda
 dosaggio
 costo
 tollerabilità

niclosamide

 0,5 g in bambini di età inferiore a 2 anni, 1 g dai 2 ai 6 anni, 1,5 g dopo i 6 anni
 4 cpr 500 mg 5.300 lire
 non sono segnalati effetti collaterali

 

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